Agropoli - Istituto Italiano dei Castelli - Sezione Campania

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Agropoli
Il castello, edificato dai Bizantini, sorge su un promontorio costiero dominante il centro abitato. La fortificazione era posta a difesa del territorio e della navigazione sottocosta, fu poi, ampliata in funzione di baluardo tra la pianura pestana (castello di Capaccio), e il “Castello dell’Abate”(Castellabate).

Notizie storiche
Il promontorio, già sede di  un antico abitato costiero,  fu fortificato dai Bizantini  durante la guerra greco-gotica  (535-553),  ed ebbe, pertanto, il nome di Acropolis. Qui si rifugiò a fine VI secolo  il vescovo di Paestum  Felice a causa dell’invasione  longobarda .  I Bizantini  rimasero ad Agropoli fino all’882, quando il borgo divenne un temibile ribat dei saraceni fino alla loro sconfitta presso il Garigliano (915); quindi, fortificato ulteriormente  dai Normanni,  fu incluso nel feudo del vescovo di Capaccio, ebbe una parte importante durante la Guerra del Vespro (1282-1302), in contrapposizione a Castellabate, e visse le vicende del periodo angioino fino al 1412, quando papa  Gregorio XII dovette venderlo al re Ladislao di Durazzo (1386-1414)  per debiti di guerra. I Sanseverino, a partire da Giovanni, conte di Marsico e barone del Cilento,  ebbero Agropoli da Alfonso d’Aragona nel 1432 e la  terranno fino alla sua avocazione alla Corona  (1552) per la ribellione di Ferrante, dopo il breve periodo della signoria di Rodrigo d’Avalos marchese di Vasto (1505-1507). Seguiranno i D’Ayerbo d’Aragona (1553), i Grimaldi (dopo il 1564), gli Arcella Caracciolo (1597), i Mendoza (1607), i Filomarino,  principi di Roccadaspide (1626), i Mastrillo (1650), gli Zattara ed, infine, i Sanfelice duchi di Laureana (fino al 1806). Venduto dopo l’eversione della feudalità ai Rotoli, da questi pervenne ai Del Vecchio, all’arch. Dente e da alcuni anni è di proprietà comunale.
Dati caratteristici
I Normanni,  probabilmente, vi costruirono una torre con attigui ambienti di servizio e residenziali al centro di una cortina fortificata centrale, posta all’interno di una difesa perimetrale più ampia a protezione dell’abitato, formata da torri quadrate; ampliato  con gli Svevi, il castello fu potenziato dagli Angioini  negli anni Sessanta del XIII secolo, poco prima della Guerra del Vespro (1282-1302). La sua  forma corrisponde ad un quadrilatero schiacciato in cui le due cortine a nord, sia per motivi strategici che per mancanza di un’area abbastanza ampia da consentire la realizzazione di una pianta più regolare, sono arretrate, assumendo nella loro lunghezza complessiva l’aspetto del terzo lato, anche se non perfettamente in linea, di un triangolo; mentre il posto della torre circolare è stato preso dall’ingresso e dal relativo impianto difensivo. Se del periodo angioino può  essere superstite parte della cortina ed il fossato, è, invece, con l’età aragonese e con l’utilizzazione delle armi da fuoco che le torri vengono  abbassate e rinforzate alla base con scarpe e ai merli subentrano i merloni e  le bombardiere poste all’interno  delle torri e della cortina muraria percorsa da un corridoio coperto, mentre all’unico accesso (lato Nord)  si accedeva  grazie ad un ponte levatoio in legno che scavalcava il  fossato. Posti di guardia sorvegliati dalle sentinelle raggiungevano con l’ausilio di strette scale di servizio la sommità delle robuste torri. Di epoca moderna,  nel loro aspetto attuale, sono il “palazzo del governatore”, già residenza del castellano e del feudatario, e il loggiato.

Bibliografia minima
A. Capano, Dalla crisi del Trecento al periodo francese,  ne La ristrutturazione del castello, in AA. V.V.,  Agropoli . Profilo storico,  , Acciaroli 2008

Autore: Antonio Capano
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