Sant'Agata de' Goti - Istituto Italiano dei Castelli - Sezione Campania

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Sant'agata de' Goti
Il castello sorge a 150 metri sul livello del mare ed occupa il lato meridionale del tessuto urbano antico; la sua posizione gli permetteva il controllo del territorio circostante, della strada principale e della più importante porta di accesso alla città.  Fu edificato per motivi difensivi, individuabili nella presenza, di caditoie per la difesa piombante e feritoie per la difesa dallalto, oltre che nella torre circolare ad  Est.

Notizie storiche
Il castello, di probabile epoca normanna 1066, fa parte di una antica città perno di importanti vicende storiche. Nel 1109 il feudo fu sotto Roberto conte di Alife e durante la contesa tra Svevi e Angioini fu posseduto dal papa Gregorio IX. Dopo la conquista angioina appartenne al conte di Caserta B. Siginulfo; divenne poi di de Ponteves (1300), del figlio di R. D’Angiò (1343), di Ludovico (1369) e dei suoi eredi fino al 1407.  Nel 1420 la città passò dai DAngiò a B. della Ratta che nominò suo erede il figlio Giovanni (1433); questo nel 1455 era Conte di Caserta di SantAgata de Goti e di altri feudi. Francesco, ereditò i beni del padre Giovanni e non avendo figli lasciò tutto alle sorelle; nel feudo di SantAgata gli successe la sorella Caterina, che ereditò anche gli altri feudi e avendo sposato il duca dAtri, rimase tutto in possesso degli Acquaviva fino al 1528.  Nel periodo vicereale Sant'Agata appartenne alla famiglia Rams fino al 1560 ed ai Cosso fino al 1674. Nel 1696 la città fu sotto i Carafa fino all'eversione della feudalità. Negli ultimi secoli il castello è stato frazionato in diverse proprietà.

Dati caratteristici
Il castello, costruito in tufo giallo a vista, ha proporzioni imponenti e si differenzia dal resto del contesto architettonico.  La pianta è rettangolare di circa 35x70 m, con un cortile al centro di 10x25 m e quattro torri quadrangolari di circa 10 metri per lato. Nel medioevo era circondato da un parco chiamato a capo di corte poi occupato da alcune insule e dalla moderna Villa Comunale. Il complesso architettonico, oggi si presenta fortemente stratificato; dall'analisi delle strutture, si rilevano quattro periodi principali dell'evoluzione architettonica ed urbanistica.
La prima fase è quella normanna, della quale si conservano gran parte degli ambienti del piano terra le torri d'angolo e la cinta muraria sul lato Est caratterizzata dalle caditoie per la difesa piombante.
La seconda fase, relativa alle trasformazioni angioino-aragonesi, è testimoniata dagli elementi decorativi presenti al primo piano e sulle facciate e dalla torre circolare, aggiunta alla fortificazione, probabilmente in epoca  aragonese XV sec., per potenziare il sistema difensivo del lato Est. La torre, ubicata oggi nella villa Comunale, in epoca moderna fu adibita a carcere mandamentale.
La terza fase testimonia le profonde trasformazioni avvenute nel periodo vicereale, quando il castello, persa la sua funzione difensiva, venne trasformato in palazzo ducale.
La quarta fase è caratterizzata dalla costruzione di corpi fabbrica bassi disposti tra il XII e XX sec. sui tre lati prospicenti le piazze, adibiti prevalentemente ad uso commerciale ed  abitativo.
Sono proprio queste aggiunte, insieme alla trasformazione degli spazi liberi, che hanno contribuito in maniera determinante a modificare i rapporti architettonici ed urbanistici della antica struttura fortificata che nonostante ciò conserva ancora molte delle caratteristiche originarie.

Bibliografia minima
F. Cordella,  Il castello di Sant’Agata de’ Goti, in «Campania Felix», n° 13, anno II, settembre 1997,   Napoli

Autore scheda: Ornella Russo
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